INDICAZIONI GEOGRAFICHE

Gevrey-Chambertin

Gevrey-Chambertin è il comune più grande in termini di estensione della Côte de Nuits e vi sono ben 9 dei 24 Grand Cru della stessa. Vi sono circa un’ottantina di vignaioli nell’area facendola una delle più attive e vive della Borgogna. Il nome Gevray deriva probabilmente da Gabriacus, di derivazione romana che sappiamo è stata molto presente in Borgogna. E’ stato nell’abbazia di Bèze che iniziano a essere piantate le prime vigne dell’areale. La leggenda dice che è stato un tale Bertin a seguire l’esempio dei monaci e per primo propagare la viticoltura al di fuori del monastero. Da champ o campus Bertin viene la seconda parte del nome.  

Il suolo è prevalentemente di origine Bajociana, nel fondovalle più ricca di roccia e argilla.

I Grand Cru dell’area sono:

  • Chambertin
  • Clos de Beze
  • Latricieres Chambertin
  • Mazoyeres Chambertin e Charmes Chambertin
  • Chapelle Chambertin
  • Ruchottes Chambertin
  • Griotte Chambertin
  • Mazis Chambertin

Mentre I premier cru  (principali) sono:

  • Le clos St Jacques
  • Bel air
  • La Bossiere
  • Les Cazetiers
  • Les Champeaux
  • Les Champitonnois
  • Champonnet
  • Le Cherbaudes
  • Clos du Chapitre
  • Clos Prieur
  • Clos Saint Jacques
  • Clos des Varoilles
  • Au Closeau
  • La Combe au Moine
  • Aux Combottes
  • Les Corbeaux
  • Craipillot
  • Les Ergots
  • Les Estournelles
  • Le Fonteny
  • Les Goulots
  • Les Issarts
  • Lavaux-Saint-Jacques
  • Les petits Cazetiers
  • La Perrière
  • Poissenot
  • La Romanèe

Per un totale di 87 ettari come Grand Cru e 86 come Premier Cru. La prevalenza dei vini prodotti sono a base pinot nero.

I miei assaggi di Gevray-Chambertin

Uno dei produttori più identificativi dell’area,  Domaine Fourrier produce un Gevray-Chambertin da vecchie vigne nel settore più a Nord. La tecnica enologica è di minimo intervento e si sente in questo vino (annata assaggiata 2018) che si esprime a bicchiere con note fruttate di cassis e ciliegia con un’interessante esuberanza. Su calice più ampio sono le note terrose e carnose a uscire più cupe ma intriganti. La bocca pecca in giovinezza ma non in eleganza che lascia la beva sottile e lunga, talmente soddisfacente da renderla etera e infinita. Un vino che quando è finito in bicchiere, ha fatto sentire la sua mancanza.

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