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Selezioni clonali e altitudini: come il clima può essere fattore di successo.

La viticoltura e l’adattamento delle specie vegetali a climi e condizioni anche considerate estreme è uno dei più belli esempi di resilienza biologica.

Un caso particolare è quello del Malbec argentino che ha trovato nella zona di Mendoza, Valle de Uco (tra i 900 e i 1.200 mslm) il suo habitat ideale dove prosperare e produrre vini di grande spessore enologico.

Il Malbec è un vitigno di origine francese che è sempre stato considerato quasi di second’ordine rispetto a quelli che compongono il taglio bordolese. Oggi si trova principalmente nella zona di Cahors, dove produce vini intensi, con note di viola e frutti a bacca nera e presenta una buona acidità e tannino di media persistenza.

Dopo la fillossera, il Malbec è “migrato” in Argentina adottato, si fa per dire, da alcune famiglie pioniere della viticoltura in alta quota, e in particolar modo se ne è interessato Nicolas Catena. E’ del 1992 la prima selezione clonale fatta per la vigna piantata a 5000 piedi, Adrianna, dove sono state selezionate piante che potessero dare una bassa resa (Malbec è una varietà piuttosto vigorosa), un buon bilanciamento della pianta e concentrazione del frutto. Nel processo di selezione sono state individuate 108 piante in una vigna  nel distretto di Lunlunta a Mendoza ma solo 5 sono poi state selezionate nel 1998 come le migliori. Clone dal 13 al 17 vengono quindi selezionati per una minore dimensione del grappolo, la resistenza al “millerandage” e per gli altri livelli polifenolici che donano non solo tannini ma anche una componente aromatica molto intensa e profonda.

Probabilmente questa selezione clonale importante ha reso la varietà appetibile in quanto in grado di crescere in condizioni “estreme” e nel contempo fare degli ottimi se non eccezionali vini.

Il profilo del malbec argentino (da altitudine) si discosta (anche se di poco) quindi da quello francese e ci dona vini di colore intenso, strutturati con belle note di frutti neri maturi e una sottile nota erbacea. Un buon livello alcolico, tannini che sono presenti e vivaci e una bella acidità completano il sorso.

I miei asssaggi di Malbec da Mendoza

Zuccardi Q, Q come qualità. Famiglia di origini campane che si stabilisce in Mendoza e inizia un progetto enologico di grande spessore. In questo caso le vigne sono coltivate a oltre 900 metri di altitudine, donando un profilo fresco e deciso. Vinificazione con lieviti indigeni e affinamento in botte e vasche d’acciaio. Bello il naso di rosa appassita, prugna, mirtillo elevato dal cioccolato e dal tabacco donati dall’affinamento. Struttura e tannino molto vivace sono i punti fondamentali del profilo palatale con la rinfrescante acidità che chiude il sorso. Mancava forse un po’ di forza nel finale per chiudere il cerchio.

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