grape variety

Syrah/shiraz: due nomi, tanti stili

Questa varietà a bacca nera possiamo trovarla nelle etichette di tutto il mondo con un duplice nome: Syrah (vecchio mondo, Cile e US) e Shiraz in Australia (ma lo troviamo anche in Sud Africa). La sua grande adattabilità a climi caldi e spesso siccitosi hanno portato lo Syrah a diventare un’uva importantissima in Francia, California e soprattutto Australia, dove possiamo considerarla una “signature grape”, mentre dona interessanti risultati in altre zone del mondo come Cile, Sudafrica, Spagna e Italia.

RICONOSCERE LO SHIRAZ/SYRAH

Una varietà che ben si adatta a climi caldi grazie a una buccia spessa e tempi di maturazione lunghi. Normalmente abbiamo buoni livelli di antociani che donano un colore intenso e profondo, spesso impenetrabile e le maturazioni portano i tannini a evolversi, con livelli medio-alti. Lo stile del vino dipende molto dal tipo di clima nel quale cresce lo Syrah.

CLIMI FREDDI: Corpo pieno, sentori di frutta a bacca nera, spezie (pepe principalmente), a volte con una traccia erbacea

CLIMI CALDI: il frutto è molto più maturo, tendente alla marmellata, con note di cioccolato e liquirizia

Lo shiraz è una varietà che ama il legno e ben lo integra in sé con note tostate, fumose e tipici sentori di rilascio come vaniglia o noce di cocco.

Avremo modo di approfondire le varie regioni del vino dove si produce Syrah. Intanto vi lascio un po’ di tasting notes fatte nel mese di febbraio 2021

BIN 2 – SYRAH MATARO – 2018 – PENFOLDS

Non uno Syrah in purezza e non proveniente da un solo vigneto ma da tante zone del Sud dell’Australia. Forse tra i vini degustati il più pronto alla beva. Si percepisce un grande valore enologico nel vino e tecnica. Intensità olfattiva importante, prugna, ciliegia nera, menta e resina le note balsamiche erbacee, ciclamino e liquirizia. In bocca pieno, un bel tannino soffice ma presente e acidità media, molto equilibrato sebbene giovanissimo. forse al naso ti aspettavi un profilo gustativo più completo. Very good

SCHIST – 2017 – MULLINEUX – South Africa

Il vino più complicato della batteria, gli sono voluti 3 giorni di apertura per aprirsi completamente, ma quando alla fine si è svelato è stato veramente una fantastica scoperta. Naso pronunciato di prugna, mora di gelso, caffè, tabacco, pepe nero, noci, fieno, liquirizia, inchiostro. In bocca tannini morbidi e maturi. Il caldo africano si sente ma il sapiente uso del legno dona morbidezza e rotondità. Bella acidità rinfrescante con una nota resinosa. Alcohol un pochino scomposto, si è integrato meglio il secondo giorno di apertura. Lieviti indigeni e non filtrazione le caratteristiche enologiche. Very good

SELVERELLO – 2017 -TENUTA MONTECCHIESI – Cortona

La quota Italia dei nostri Syrah veniva dalla Toscana. Qui abbiamo trovato il vino più esuberante sotto il profilo olfattivo, con note di pepe nero, prugna, mirtilli, menta, mirto e siepe di bosso. Tanto di tutto in bocca, grande acidità, tannini ancora verdi alcohol molto bene integrato. Un vino che ha bisogno di tanto tempo in bottiglia per acquietarsi e dare un profilo più maturo. Bella la nota speziata al palato. Good

COTEAUX DU TUPIN – 2017 – JEAN MICHEL STEPHAN – Côte-Rôtie

Game, Set, Match per la Francia e per questo vino. Vecchi cloni di Serin, il primo nome dello Syrah con vigne vecchissime, macerazione carbonica con lieviti indigeni sono alcuni dei segreti di questo vino. Al naso, tutto. prugna, ciclamino, ciliegia, inchiostro, pepe, incenso, viola, china, arancia amara, attacca in bocca con un tannino potente e avvolgente, pieno, ritornano le note di frutta e di spezie al retrolfatto, infinito il finale. Outstanding.

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